Negli ultimi anni il confine tra supermercato, ristorazione e food service è diventato sempre più sottile. Nel 2026 il take away rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo della GDO, trasformando il punto vendita in un luogo dove fare la spesa, consumare un pasto o acquistare piatti pronti di qualità.
Il fenomeno non riguarda più esclusivamente le grandi città: anche supermercati di medie dimensioni stanno ampliando i reparti gastronomia, introducendo cucine interne, corner dedicati al consumo veloce e servizi di asporto che rispondono alle nuove esigenze dei consumatori.
Perché il take away continua a crescere
Le abitudini alimentari degli italiani stanno cambiando rapidamente. Le famiglie sono mediamente più piccole, aumenta il numero di persone che vivono da sole e il tempo dedicato alla preparazione dei pasti diminuisce.
Il consumatore moderno cerca soluzioni che offrano contemporaneamente:
- qualità delle materie prime;
- rapidità di acquisto;
- prezzi competitivi;
- prodotti freschi preparati quotidianamente;
- possibilità di consumare il pasto a casa o in ufficio.
La GDO possiede un vantaggio competitivo importante: dispone già di una filiera consolidata, di laboratori gastronomici e di una forte frequenza di visita dei clienti. Integrare un’offerta take away consente quindi di aumentare il valore medio dello scontrino e fidelizzare ulteriormente il consumatore.
I numeri: confronto con gli anni precedenti
Il comparto dei piatti pronti e del take away all’interno della GDO italiana ha registrato una crescita costante negli ultimi anni. Secondo le principali analisi di mercato, il valore del segmento continua ad aumentare grazie alla crescente domanda di soluzioni “ready to eat”, sostenuta dall’evoluzione degli stili di vita e dall’ampliamento dell’offerta dei supermercati.
| Anno | Valore stimato del mercato GDO Ready to Eat | Crescita vs anno precedente |
|---|---|---|
| 2022 | 2,55 miliardi € | +4,8% |
| 2023 | 2,73 miliardi € | +7,1% |
| 2024 | 2,96 miliardi € | +8,4% |
| 2025 | 3,23 miliardi € | +9,1% |
| 2026* | 3,55 miliardi € (stima) | +9,9% |
*Stima elaborata sulla base dei trend di mercato disponibili nel primo semestre 2026.
La crescita è trainata principalmente da:
- investimenti in cucine interne e preparazioni fresche.
- incremento della pausa pranzo acquistata in supermercato;
- diffusione di punti vendita urbani di prossimità;
- ampliamento dell’offerta gastronomica premium;
- maggiore integrazione con click & collect e delivery;
Le insegne della GDO che stanno investendo nel take away
Negli ultimi anni numerose insegne hanno trasformato il reparto gastronomia in un vero centro di produzione culinaria, puntando su qualità, freschezza e velocità di servizio.
Tra le insegne che hanno investito su punti vendita dedicati a queste soluzioni, in Italia, troviamo:
CraiGo
Tra le novità più interessanti del 2026 figura CraiGo, il nuovo format sviluppato dal Gruppo Crai, pensato per intercettare il consumo “on the go”.
Il concept integra supermercato di prossimità, gastronomia, take away e servizi ad alta frequenza, con particolare attenzione ai freschi e ai prodotti pronti al consumo, confermando la volontà dell’insegna di presidiare il mercato della convenience food.
MigrosFresh
Nel panorama europeo merita attenzione anche MigrosFresh, format lanciato nel 2026 dal gruppo svizzero Migros e focalizzato sulla vendita di prodotti freschi e preparazioni ready-to-eat.
Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare la freschezza, ridurre gli sprechi alimentari e offrire un’esperienza d’acquisto sempre più orientata al consumo immediato ed è stato ora annunciato anche in Italia.
Italia ed Europa: quali differenze?
Rispetto ad altri Paesi europei, il mercato italiano presenta caratteristiche peculiari.
Nel Regno Unito, insegne come Tesco, Sainsbury’s e Marks & Spencer hanno sviluppato da tempo un’offerta molto ampia di ready meals confezionati, con elevati livelli di standardizzazione e un forte orientamento alla praticità.
Nei Paesi Bassi e nei Paesi nordici il take away della GDO è strettamente integrato con il quick commerce e le piattaforme di consegna a domicilio, consentendo ai clienti di ricevere piatti pronti in tempi molto rapidi.
La Francia privilegia invece l’offerta di gastronomia fresca e prodotti premium, con un ruolo importante dei reparti tradizionali all’interno degli ipermercati.
L’Italia segue un percorso differente. Il consumatore continua ad attribuire grande valore alla freschezza, alla preparazione quotidiana e alla qualità percepita. Per questo motivo il take away italiano tende ad assomigliare maggiormente a una gastronomia artigianale che a un semplice banco di piatti confezionati.
Questa caratteristica rappresenta anche uno dei principali elementi competitivi della GDO nazionale, che può valorizzare le eccellenze gastronomiche regionali e differenziarsi rispetto ai modelli più industrializzati adottati in altri mercati europei.
Le prospettive per i prossimi anni
Le previsioni indicano che il take away continuerà a rappresentare uno dei segmenti più dinamici della distribuzione alimentare.
Le principali direttrici di sviluppo saranno:
- ampliamento delle cucine interne ai supermercati;
- maggiore personalizzazione dei menu;
- utilizzo dell’intelligenza artificiale per prevedere la domanda e ridurre gli sprechi;
- integrazione tra take away, delivery e click & collect;
- crescente attenzione alla sostenibilità del packaging e alla riduzione degli sprechi alimentari.
Per concludere
Nel 2026 il take away non rappresenta più un semplice servizio aggiuntivo, ma un elemento strategico per la GDO tradizionale. I supermercati stanno evolvendo verso modelli sempre più ibridi, nei quali vendita al dettaglio, gastronomia e ristorazione convivono in un’unica esperienza d’acquisto.
Chi investirà in qualità, innovazione e servizi sarà probabilmente in grado di intercettare una quota crescente di consumatori che cercano soluzioni pratiche senza rinunciare al gusto e alla freschezza.






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