Negli ultimi mesi il prezzo del gasolio è tornato al centro del dibattito economico. Dopo una fase di relativa stabilità nel 2025, il 2026 si è aperto con nuovi aumenti che stanno già producendo effetti tangibili su trasporti, prezzi al consumo e filiera agroalimentare.

Gasolio sopra i 2 euro: un nuovo scenario

A metà marzo 2026, il prezzo medio del diesel in Italia ha superato i 2,07 euro al litro, tornando ai livelli critici del 2022 . In alcuni casi, soprattutto in autostrada, si registrano picchi ben oltre i 2,5 euro al litro .

Due fattori principali stanno guidando questi rincari:

  • Aumento delle accise: dal 1° gennaio 2026 le imposte su diesel e benzina sono state allineate, eliminando il vantaggio storico del gasolio
  • Tensioni geopolitiche e prezzo del petrolio: il costo del Brent sopra determinate soglie spinge verso l’alto i carburanti

Il diesel, tradizionalmente più economico, è diventato dunque in molti casi più caro della benzina, segnando una svolta storica .

Perché il gasolio è così importante

Il gasolio non è solo il carburante delle auto: è il pilastro del trasporto merci. Camion, mezzi agricoli e gran parte della logistica si basano su questo combustibile.

Quando il diesel aumenta, si attiva un effetto a catena:

  1. Crescono i costi per le aziende di trasporto
  2. Aumentano i prezzi della distribuzione
  3. I rincari arrivano sugli scaffali

Secondo gli operatori del settore, “se il viaggio per le aziende diventa insostenibile, l’inflazione è inevitabile” .

Impatto sulla filiera alimentare

La filiera alimentare è una delle più esposte: ogni prodotto passa attraverso diverse fasi energivore e logistiche.

1. Produzione agricola

Anche se alcune agevolazioni fiscali proteggono il gasolio agricolo, i costi indiretti aumentano (fertilizzanti, trasporti intermedi, macchinari).

2. Trasporto e logistica

Il cibo in Italia viaggia su gomma:

  • dal campo al centro di lavorazione
  • dai magazzini ai supermercati

Un aumento del carburante si traduce immediatamente in costi logistici più alti.

3. Distribuzione e vendita

I rincari si trasferiscono lungo tutta la catena fino al consumatore finale. Il rischio è un doppio effetto:

  • aumento dei prezzi alimentari
  • riduzione del potere d’acquisto

Già oggi si parla di un possibile “effetto inflazione alimentare” legato ai carburanti .

Le previsioni per il futuro

La previsione per i prezzi li vede ancora volatili e tendenzialmente elevati.

È previsto un intervento dello Stato con accise mobili, per fronteggiare il rialzo del petrolio

Il vero nodo è che il diesel sta perdendo il suo ruolo di carburante economico, ma senza alternative immediate per la logistica pesante. Questo crea una fase di transizione complessa.

Cosa significa per consumatori e imprese

Per i consumatori tutto questo si traduce in prezzi alimentari più alti e maggiore instabilità nei costi quotidiani

Per le imprese invece si sta già registrando una compressione dei margini e la necessità di rivedere prezzi e strategie

Il sistema economico registra dunque un rischio di inflazione importata e una maggiore dipendenza da fattori esterni (petrolio, geopolitica)

Il rincaro del gasolio non è un fenomeno isolato, ma un segnale di cambiamento strutturale. La combinazione tra politiche fiscali, transizione ecologica e tensioni globali sta ridisegnando il costo dell’energia.

La filiera alimentare, altamente dipendente dalla logistica su gomma, è tra le prime a subirne gli effetti. Nei prossimi anni, la vera sfida sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità, costi e sicurezza degli approvvigionamenti.

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