Il canale di Suez, una delle vie navigabili più cruciali al mondo, si trova attualmente al centro di una grande tensione causata dallo scontro tra gli USA, sostenuti dalla Gran Bretagna, e il gruppo degli Houthi, un gruppo ribelle yemenita di orientamento sciita.
Tale gruppo rappresenta la comunità Zaidita, una minoranza nello Yemen che cerca di ottenere, mediante scontri anche militari, una maggiore rappresentanza politica e diritti per la loro comunità. Tali scontri hanno portato il paese, a partire dagli anni 2000, ad una crisi umanitaria, con pesanti impatti sulla sicurezza e sulla stabilità della regione.
Nell’ultimo periodo, gli Houthi, hanno manifestato un crescente interesse nella geopolitica regionale, concentrandosi sulla rotta del canale di Suez, con segnalazioni di diverse attività militari contro le navi mercantili di passaggio.
La situazione è drasticamente peggiorata da quando, nonostante le intimidazioni da parte degli Stati Uniti e dell’Occidente di desistere dagli attacchi alle navi mercantili, gli Houthi hanno proseguito con gli attacchi, comportando quindi la reazione militare da parte dell’aviazione USA, sostenuta dal governo Britannico.
La reazione del gruppo di ribelli non si è dunque fatta attendere, i quali hanno proseguito con gli attacchi, non per ultimo il mercantile di proprietà degli Stati Uniti ‘Eagle Gibraltar’ proveniente dalle Isole Mashall, che è stato colpito da un missile, fortunatamente senza riportare feriti o danni significativi.
L’aumentare della tensione geopolitica, comporta quindi numerose preoccupazioni per le navi contenenti le materie prime destinate all’Italia ed all’Europa. Le stesse infatti, per evitare tali problematiche, sono costrette a circumnavigare l’Africa, causando notevoli ritardi nelle consegne e aumentando i costi per il trasporto.
Non ultimo anche il Qatar ha optato per sospendere le spedizioni di gas al Canale di Suez, aumentando i timori per forti ripercussioni sulle importazioni europee in quanto il paese rappresenta il secondo fornitore di Gnl in Europa e, di conseguenza, una pausa prolungata delle forniture causerebbe un innalzamento dei prezzi di mercato.






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