La Piadineria è uno dei rari casi in cui un prodotto radicato nella tradizione, la piadina romagnola, è stato trasformato in un format contemporaneo di fast casual capace di scalare l’Italia (e non solo) senza snaturarsi.

Oggi conta quasi 500 ristoranti e un fatturato 2024 di cira 220 milioni di euro (+20% sul 2023), con l’obiettivo dichiarato di raddoppiare in 4–5 anni.

Dalle origini alla crescita industriale

La storia parte nel 1994 quando Pierantonio Milani e Franco Beccaria avviano il progetto che, dal 2006, accelera con l’ingresso nei centri commerciali e nelle grandi città.

Il salto di scala arriva anche grazie allo stabilimento di Montirone (Brescia), inaugurato nel 2010 e ampliato nel 2024, che centralizza gli impasti e garantisce qualità e costanza di prodotto.

Sul fronte proprietario, nel 2015 subentra il fondo Idea Taste of Italy (DeA Capital).

Tra fine 2017 e inizio 2018 il controllo passa ai fondi Permira;

A gennaio 2024 CVC Capital Partners annuncia l’acquisizione del 100% del gruppo da Permira.

Le tappe chiave del format

  • Stabilimento & supply chain
    • A Montirone si producono fino a 18.000 panetti/ora, base logistica che ha abilitato l’espansione rapida e la coerenza dell’offerta.
  • Rete e numeri
    • Nel 2025 la rete supera la soglia dei 480 locali (con circa 15% in franchising) e “vede” quota 500 grazie al piano di aperture dell’anno. Ogni giorno si vendono oltre 74.000 piadine.
  • Francia come palestra internazionale
    • Dopo il debutto a Marsiglia (2017), oggi ci sono 9 ristoranti in Francia (5 a Parigi) e sono previste 15 nuove aperture con un piano fino a 80 nei prossimi cinque anni.

Lo sbarco negli Stati Uniti

La novità più attesa: prima apertura a New York tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Non sarà un test isolato: l’azienda prevede una fase pilota di ~20 ristoranti in location mirate, tutti in gestione diretta, per adattare menu e formati al gusto locale e poi accelerare.

Secondo il management, il mercato USA è “pronto” per un fast casual italiano focalizzato sulla piadina; le variabili più sensibili non sono i dazi, ma costi immobiliari e recruiting locale.

Dati sulla ristorazione fuori casa in Italia

La Piadineria aiuta a trainare i numeri della ristorazione fuori casa, un settore in costante crescita nel mercato:

  • 92 miliardi di euro: valore dei consumi fuori casa nel 2023, +12% sul 2022; l’Away From Home vale il 32% della spesa alimentare totale.
  • Oltre 1 milione di addetti e 332.000 imprese: una filiera ad altissima intensità occupazionale e capillare.
  • 54,5 miliardi di euro: valore aggiunto generato dal comparto nel 2023 (ristorazione+alberghi), misura dell’impatto macroeconomico.
  • Catene in crescita: le catene valgono l’11% del mercato (quasi raddoppiato dal 2011), segnale di consolidamento e professionalizzazione dell’offerta.
  • Nuove abitudini: smart working ancora al 18% delle giornate lavorate, digitalizzazione e delivery sostengono i consumi ma spostano i picchi e le zone di domanda.

Perché questi numeri contano

Per un format come La Piadineria, il contesto è molto favorevole: consumi in ripresa, standardizzazione di processo (che abbassa costi e variabilità) e capillarità nei flussi quotidiani (centri città, retail park, travel). La progressiva “catenizzazione” del mercato migliora la misurabilità della domanda e la replicabilità dei concept, aprendo la strada a piani multi-Paese.

Cosa aspettarsi dalla “Piadina” a New York

Nel breve, l’apertura in NYC servirà a tarare ricette, formati e prezzi sul pubblico americano; nel medio periodo, la replicazione in quartieri e città con alto indice “Italian food lovers” sarà il banco di prova per la nascita di un brand globale.

La base industriale e l’esperienza francese riducono il rischio di “traduzione” del format, la sfida sarà la selezione delle location e la gestione dei costi immobiliari e del lavoro.

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